Emergenza Coronavirus, ulteriori indicazioni per i Commercialisti

 


Fornite ulteriori indicazioni ai Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili in relazione all’emergenza Coronavirus (CNDCEC – Nota 24 febbraio 2020, n. 15).

In particolare, sempre nelle Regioni definite a rischio, sono sospese le attività formative mentre le riunioni dei Consigli e di gruppi di lavoro potranno essere organizzate in modalità remota.
I crediti formativi per l’anno 2020 verranno rimodulati dal Consiglio sulla base della durata dell’emergenza e del conseguente blocco delle attività formative.
Per quanto riguarda specificatamente le attività presso la sede del CNDCEC, fino a lunedì 2 marzo 2020, a fini precauzionali, sono sospese tutte le attività aperte al pubblico e altresì le attività delle Commissione di studio e di disciplina già programmate per i prossimi giorni.


 

Controlli del Fisco sull’immobile ceduto a prezzo inferiore all’ammontare del mutuo

 


La Cassazione con l’ordinanza n. 4661 depositata il 21.02.2020 ha affermato che l’erogazione dei mutui per l’acquisto di abitazioni viene concessa sempre in misura inferiore al valore periziato dell’immobil e che, solo in casi eccezionali particolari agevolazioni ovvero ulteriori garanzie, possono indurre alcuni istituti di credito a finanziare fino al 100% del valore dell’immobile.

Nella fattispecie esaminata dalla Suprema Corte, con due distinti ricorsi D.R.G. impugnava dinanzi alla CTP di Treviso gli avvisi di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate aveva provveduto a recuperare a tassazione i ricavi realizzati dalla vendita di sette immobili, ritenendo inattendibile l’impianto contabile complessivo dell’impresa, che evidenziava una scarsa redditività per avere il contribuente ceduto gli immobili in questione a prezzi inferiori sia al valore di mercato, che all’ammontare dei mutui concessi dalle banche a tutti i singoli acquirenti.
La C.T.P respingeva i ricorsi. L’appello proposto dal contribuente avverso detta decisione veniva viceversa accolto dalla CTR del Veneto per la cui sentenza l’Agenzia delle Entrate ha chiesto l’annullamento proponendo ricorso in Cassazione.
Per la Cassazione va in primo luogo disattesa l’affermazione quanto meno singolare della C.T.R. che, al fine di superare la presunzione dell’Ufficio che aveva dedotto dalla concessione di mutui di importo di gran lunga superiore al prezzo dichiarato in sede di compravendita dal contribuente e dai singoli acquirenti, ha ritenuto che costituisse fatto notorio la concessione da parte delle banche di mutui di importo superiore al valore degli immobili offerti in garanzia.
Il fatto notorio, derogando al principio dispositivo delle prove e al principio del contraddittorio, va inteso come fatto acquisito alle conoscenze della collettività, con tale grado di certezza da apparire indubitabile ed incontestabile, mentre restano estranei a tale nozione le acquisizioni specifiche di natura tecnica, gli elementi valutativi che implicano cognizioni particolari o richiedono il preventivo accertamento di particolari dati, nonché quelle nozioni che rientrano nella scienza privata del giudice, poiché questa, in quanto non universale, non rientra nella categoria del notorio, neppure quando derivi al giudice medesimo dalla pregressa trattazione d’analoghe controversie.
Appare viceversa condivisibile l’assunto, secondo cui costituisce, semmai, fatto notorio in quanto acquisito alle conoscenze comuni della collettività, che l’erogazione dei mutui per l’acquisto di abitazioni viene concessa sempre in misura inferiore al valore periziato dell’immobile e che, solo in casi eccezionali particolari agevolazioni ovvero ulteriori garanzie, possono indurre alcuni istituti di credito a finanziare fino al 100% del valore dell’immobile.
Analoghe considerazioni valgono per l’affermazione della C.T.R. che ha ritenuto congrue le dichiarazioni dei redditi del contribuente, facendo riferimento a tassi di redditività assolutamente eccentrici, ma senza dare contezza alcuna dei dati presi in considerazione a tali fini ed avventurandosi in liberi calcoli di redditività privi di qualsiasi collegamento con la documentazione acquisita agli atti di causa.
Non appare poi contestabile la censura dell’Ufficio in ordine alla manifesta contraddittorietà della decisione avendo la C.T.R. da un lato evidenziato l’andamento insoddisfacente del mercato del settore tale da giustificare bassi margini di utile e dall’altro che il mercato avesse un andamento talmente positivo da legittimare la concessione di mutui d’importo ben superiore al valore degli immobili offerti in garanzia.
Quanto, infine, all’affermazione della C.T.R. relativa alla acquisizione di una “perizia da cui risulta la corrispondenza tra valori dichiarati e quelli reali” – il cui riferimento si appalesa inconferente essendo stata acquisita agli atti un’unica perizia effettuata per l’affrancamento del terreno edificabile in epoca anteriore alla costruzione degli immobili – la stessa completa l’inconsistenza dell’impianto motivazionale, cui non può che conseguire l’accoglimento del ricorso ed il rinvio degli atti al giudice a quo, in diversa composizione, per il riesame della causa e la liquidazione delle spese di giudizio di legittimità.


 

Agevolazioni”Piccola proprietà contadina”: decadenza con i conferimenti a SRL

 


Il contribuente che ha acquistato dei terreni agricoli fruendo dell’agevolazione della “Piccola proprietà contadina”, decade dal beneficio in caso di conferimento dei suddetti terreni in una Società a responsabilità limitata (Agenzia entrate – risposta n. 68/2020).

Gli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze, posti in essere a favore di coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, sono soggetti alle imposte di registro ed ipotecaria nella misura fissa ed all’imposta catastale nella misura dell’1%.
Tale agevolazione decade in caso di vendita e conferimenti dei predetti terreni nei cinque anni dalla stipula degli atti di acquisto.


Nel periodo vincolato, l’agevolazione non decade in caso di:
– alienazione o concessione del terreno in godimento a favore del coniuge, di parenti entro il terzo grado o di affini entro il secondo grado, che esercitano l’attività di imprenditore agricolo;
– alienazione del terreno conseguente all’attuazione di politiche comunitarie, nazionali e regionali volte a favorire l’insediamento di giovani in agricoltura o tendenti a promuovere il prepensionamento nel settore.


L’agevolazione è salva anche in caso di conferimenti a società di persone; discorso diverso è invece previsto per le società che non rivestono la forma giuridica di società di persone.
Infatti, nell’ipotesi di terreni acquistati con l’agevolazione e conferiti nel periodo quinquennale ad una Srl unipersonale partecipata dalla stesso contribuente, è prevista la decadenza dei benefici.

 

Coronavirus: sospesi i versamenti tributari nelle zone colpite

 


Firmato il decreto per sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari (Ministeri dell’Economia e delle Finanze – Comunicato 24 febbraio 2020, n. 36).

Vengono sospesi i versamenti delle imposte, delle ritenute e gli adempimenti tributari per i contribuenti e le imprese residenti o che operano negli undici comuni interessati dalle misure di contenimento del contagio da Coronavirus. La sospensione riguarda anche le cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e quelli conseguenti ad accertamenti esecutivi.
Il decreto, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, riguarda i versamenti e gli adempimenti scadenti nel periodo compreso fra il 21 febbraio e il 31 marzo 2020.
Si rammenta che i comuni interessati sono:
LOMBARDIA: Bertonico (LO); Casalpusterlengo (LO); Castelgerundo (LO); Castiglione D’Adda (LO); Codogno (LO); Fombio (LO); Maleo (LO); San Fiorano (LO); Somaglia (LO); Terranova dei Passerini (LO);
VENETO: Vo’ (PD).

 

Iva in edilizia: per i prodotti finiti l’aliquota è agevolata

 


I balconi, le recinzioni e le tettoie possono rientrare nella categoria dei “beni finiti” e beneficiare delle aliquote ridotte qualora mantengano una propria individualità e autonomia funzionale e siano sostituibili in modo assolutamente autonomo dalla struttura della quale fanno parte, senza perdere le proprie caratteristiche (Agenzia entrate – risposta n. 71/2020).

In edilizia, i beni finiti sono quelli che:
– mantengono una propria individualità, pur incorporandosi nell’immobile;
– sono sempre riconoscibili e non perdono le proprie caratteristiche;
– sono acquistabili presso commercianti al dettaglio.


Ai beni finiti che presentano tali caratteristiche si applica:
– l’aliquota IVA del 4% quando sono forniti per la costruzione, anche in economia, di fabbricati di tipo economico;
– l’aliquota IVA del 10% quando sono forniti per la realizzazione di opere di urbanizzazione, impianti, edifici assimilati ai fabbricati di tipo economico, nonché degli interventi di recupero c.d. agevolati.


Dei beni finiti non esiste un’elencazione tassativa; a titolo esemplificativo, sono da considerare beni finiti gli ascensori, i montacarichi, le porte, gli infissi, i sanitari, i prodotti per gli impianti idrici, elettrici, a gas, le scale a chiocciola, a giorno o retrattili in legno o altro materiale.


Rientrano tra i suddetti beni anche i balconi, le recinzioni e le tettoie qualora siano conformi ai requisiti indicati e, dunque, mantengano una propria individualità e autonomia funzionale e siano sostituibili in modo assolutamente autonomo dalla struttura della quale fanno parte. Diversamente, i beni predetti saranno soggetti all’aliquota ordinaria.