Chiarimenti sulle detrazioni per le erogazioni liberali in favore di partiti politici

 


La detrazione per le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici, spetta anche per le erogazioni effettuate sul conto corrente bancario o postale intestato alle articolazioni provinciali del partito politico nazionale, dotate di autonomia amministrativa e negoziale (Agenzia Entrate – risposta 06 luglio 2020, n. 201).

A decorrere dall’anno 2014, le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici iscritti nella prima sezione del registro sono ammesse a detrazione per oneri, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche disciplinata dal TUIR.


La detrazione è pari al 26% dell’erogazione effettuata, per un importo compreso tra 30 e 30.000 euro, ed è riconosciuta a condizione che si verifichino i seguenti due requisiti:


– il partito politico nazionale (dal quale dipende la circoscrizione territoriale) sia iscritto al registro nazionale;


– il versamento di tali detrazioni avvenga tramite banca o posta ovvero tramite altri sistemi di pagamento tracciabili.


Detto questo, le erogazioni liberali effettuate a favore del partito politico, effettuate su conti correnti intestati alle articolazioni provinciali dello stesso partito, dotate di autonomia amministrativa e negoziale, possono godere della detrazione del 26% per importi compresi tra 30 euro e 30.000 euro annui, sempreché rispettino i requisiti sopra descritti.


 

Il 23 luglio 2020 apre lo sportello nuovo bando “Macchinari Innovativi”

 


La compilazione delle domande può essere fatta dalle ore 10 del 23 luglio 2020 e l’invio delle domande di accesso alle agevolazioni dalle ore 10 del 30 luglio 2020. (INVITALIA – Comunicato 06 luglio 2020).

Con una dotazione finanziaria di 265 milioni di euro, resi disponibili dal Programma Operativo Nazionale Imprese e Competitività – PON IC, il nuovo bando Macchinari Innovativi del Ministero dello Sviluppo Economico è destinato a PMI, professionisti e reti d’impresa delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Invitalia svolge le attività di assistenza tecnica al PON Imprese e Competitività e affianca il Ministero dello Sviluppo Economico nella gestione dell’intervento: dalle attività di progettazione a quelle relative alla concessione del finanziamento ed erogazione delle agevolazioni alle imprese beneficiarie.
Il nuovo Bando Macchinari Innovativi finanzia programmi di investimento (da euro 400.000,00 a 3.000.000,00) finalizzati a favorire la trasformazione digitale e tecnologica delle imprese e/o favorirne la transizione verso il paradigma dell’economia circolare, attraverso l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici e licenze. Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto impianti e di finanziamento agevolato (a tasso zero) sulla base di una percentuale nominale pari al 75%, calcolata rispetto alle spese ammissibili. Tutti i dettagli sul bando saranno illustrati nel corso di tre webinar dedicati: il 7 luglio alle ore 15.30, l’8 luglio alle ore 15.00 e il 9 luglio alle ore 11.00. Tutte le informazioni sul sito del PON IC .

 

Bonus vacanze: i chiarimenti del Fisco

 


Il Bonus vacanze previsto dal Decreto Rilancio può includere anche i costi di servizi accessori, come quelli balneari, a patto che siano indicati nella fattura emessa dall’unico fornitore scelto per trascorrere le vacanze. E può essere utilizzato presso un’impresa turistico ricettiva che gestisca alberghi oppure alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni (come ad esempio resort, ostelli della gioventù, colonie marine, rifugi di montagna, bungalow per vacanze, bed&breakfast). (AGENZIA DELLE ENTRATE – circolare n. 18/E del 03 luglio 2020)


 


Per individuare le strutture presso le quali è possibile utilizzare il bonus vacanze occorre fare riferimento ai soggetti che, indipendentemente dalla natura giuridica o dal regime fiscale adottato, svolgono effettivamente le attività previste dalla norma, ovvero, «imprese turistico ricettive», «agriturismi» e «bed and breakfast». Tali strutture, che esercitano le attività ricomprese nella sezione 55 di cui ai codici ATECO, a titolo indicativo sono: alberghi, resort, motel, aparthotel (hotel&residence), pensioni, hotel attrezzati per ospitare conferenze (inclusi quelli con attività mista di fornitura di alloggio e somministrazione di pasti e bevande); villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna – inclusi quelli con attività mista di fornitura di alloggio e somministrazione di pasti e bevande, colonie marine e montane, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence, alloggio connesso alle aziende agricole, chalet, villette e appartamenti o bungalow per vacanze, cottage senza servizi di pulizia. In particolare, sono inclusi tra tali soggetti anche coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica cd. stagionale. Inoltre, non sono inclusi tra i soggetti che erogano i servizi che danno diritto al bonus vacanze coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica non esercitata abitualmente.
Il Credito d’imposta Vacanze, inoltre,non può essere utilizzato sulle prestazioni rese da più fornitori, ad eccezione di quelle per servizi accessori come per esempio i servizi balneari indicati nella stessa fattura dall’unico fornitore. Ad esempio nel caso di un soggiorno presso una struttura alberghiera con fattura emessa da un primo fornitore, è possibile includere ai fini del Credito d’imposta Vacanze i costi per la fruizione dei servizi balneari da parte di un secondo fornitore se gli stessi sono indicati nell’unica fattura emessa dal primo fornitore.
Il Credito d’imposta Vacanze è utilizzabile per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale da parte di imprese turistiche e ricettive, nonché di bed & breakfast dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. Pertanto, l’agevolazione spetta esclusivamente in relazione a soggiorni in relazione ai quali almeno un giorno ricada in questo periodo di riferimento. Inoltre, il Credito d’imposta Vacanze spetta in relazione ad un unico soggiorno – fruito nel periodo che va dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 – e deve essere utilizzato in relazione al pagamento effettuato a favore della struttura turistica fornitrice del servizio.
Per richiedere il bonus vacanze, il cittadino deve installare ed effettuare l’accesso a IO, l’app dei servizi pubblici, resa disponibile da PagoPA S.p.A. Una volta entrati nell’app, a cui si accede mediante l’identità digitale SPID o la Carta d’Identità Elettronica (CIE 3.0), il contribuente dal 1° luglio e fino al 31 dicembre 2020 potrà richiedere il bonus dopo aver verificato di averne diritto (se ha, cioè, una Dichiarazione sostitutiva unica – DSU – in corso di validità, da cui risulti un indicatore ISEE sotto la soglia di 40mila euro). In caso positivo otterrà un codice univoco (e relativo QR-code) che potranno essere utilizzati per la fruizione del bonus.
Il pagamento del soggiorno può essere effettuato anche se effettuato con l’intermediazione di agenzie di viaggio o tour operator.

 

Split payment per l’Italia fino al 30 giugno 2023

 


L’Italia è autorizzata a continuare ad applicare lo split payment fino al 30 giugno 2023 (MEF – Comunicato 03 luglio 2020)

Il 22 giugno 2020 la Commissione europea ha adottato la proposta di decisione di esecuzione del Consiglio (COM(2020) 242 final) che estende fino al 30 giugno 2023 la durata della decisione di esecuzione (UE) 2017/784 che autorizza l’Italia ad applicare lo split payment come misura speciale di deroga agli articoli 206 e 226 della direttiva 2006/112/CE in materia di IVA.
Il Consiglio ha nel frattempo raggiunto l’accordo politico sulla proposta di decisione, che sarà formalmente adottata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea non appena saranno finalizzati i testi in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea.
Lo split payment continuerà ad applicarsi fino al 30 giugno 2023 alle operazioni effettuate nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società secondo quanto previsto dall’articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n. 633.

 

Il modello RLI si adegua al COVID-19

 


Dal 03 luglio 2020 il modello RLI può essere inviato anche direttamente via web e può essere utilizzato per la rinegoziazione del canone di locazione (Agenzia Entrate – comunicato 03 luglio 2020).

Il modello per la “Richiesta di registrazione e adempimenti successivi – contratti di locazione e affitto di immobili” (modello RLI) e gli applicativi software ad esso collegati sono stati implementati per venire incontro alle esigenze degli utenti nel corso del periodo emergenziale connesso all’epidemia da COVID-19.
Per fronteggiare la crescente richiesta di comunicazioni delle rinegoziazioni dei canoni di locazione, per la maggior parte in diminuzione, è stata prevista la possibilità di effettuare l’adempimento tramite il modello RLI da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia.
Per agevolare i contribuenti e gli operatori nel cambiamento delle procedure, assicurando il corretto e tempestivo assolvimento degli adempimenti tributari, è previsto comunque un periodo transitorio, fino al 31 agosto, durante il quale gli utenti possono scegliere se comunicare la rinegoziazione del canone con il modello RLI ovvero tramite il modello 69.
Dal 1° settembre 2020, invece, per comunicare la rinegoziazione del canone dovrà essere utilizzato esclusivamente il modello RLI.