Coronavirus: chiarimenti applicativi dalla Regione Veneto sulle misure urgenti

 

Chiarimenti applicativi in merito all’Ordinanza n. 1 del Ministero della Salute, d’intesa con la Regione Veneto, recante “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid- 2019”

La Regione Veneto, con protocollo 87953 del 24/2/2020, a fine di dirimere quesiti posti da parte delle Autorità Sanitarie Locali, fornisce i seguenti chiarimenti sulla corretta applicazione dei contenuti dell’Ordinanza n. 1 del 23/2/2020.


“La lettera A dell’art. 1 comma 2 intende sospendere manifestazioni che determinino significative concentrazioni di persone in luoghi pubblici e privati.
In questo senso sono da ritenere sospese tutte quelle manifestazioni e iniziative che comportando l’afflusso di pubblico esulano .dall’ordinaria attività delle comunità locali; si fa riferimento ad eventi e manifestazioni di natura sportiva, culturale, sociale ed economica. Vanno pertanto incluse tra le attività da sospendere manifestazioni, fiere e sagre, attrazioni e lunapark, concerti, eventi sportivi che prevedano la presenza di pubblico (campionati, tornei e competizioni di ogni categoria e di ogni disciplina) e attività di spettacolo quali rappresentazioni teatrali, cinematografiche, musicali, ecc., ivi comprese le discoteche e le sale da ballo.
In via generale NON SONO INVECE RICOMPRESE in tali attività quelle che attengono all’ordinario svolgimento della pratica corsistica e amatoriale (corsi di varia natura e allenamenti sportivi). Si precisa che potranno dunque rimanere aperti i luoghi di svolgimento dell’attività corsistica ordinaria di vario tipo (es. centri linguistici, doposcuola, centri musicali e scuola guida), gli impianti sportivi (centri sportivi, palestre giunta regionale pubbliche e private, piscine pubbliche e private, campi da gioco, ecc.), e in generale tutte le strutture quando le attività non prevedano concentrazioni di persone.
Sono escluse da tale sospensione anche tutte le attività economiche, agricole, produttive, commerciali e di servizio, ivi compresi i pubblici esercizi, le mense, i mercati settimanali.
Una particolare attenzione va prestata alle attività di preminente carattere sociale. Non possono pertanto essere ricomprese nella sospensione, attività di sostegno e supporto alle persone anziane e diversamente abili (es: servizi semiresidenziali e Centri diurni).
Non si intendono sospese le celebrazioni di matrimoni ed eséquie, civili e religiose, a condizione di permettere la partecipazione ai soli familiari.
In relazione alla disinfezione giornaliera dei trasporti pubblici l’attuazione della direttiva è di competenza delle Aziende che hanno in gestione il servizio con i normali prodotti presenti sul mercato.”

 

Studi Professionali: contributo per la stabilizzazione occupazionale

 

Dal 20 febbraio 2020 è possibile richiedere all’Ente Bilaterale Nazionale per gli Studi Professionali un nuovo contributo per la promozione della stabilizzazione dei livelli occupazionali.

Nell’ottica dell’ulteriore promozione della stabilizzazione dei livelli occupazionali, Ebipro ha attivato un nuovo contributo in caso di:
– conversione a tempo indeterminato di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
– trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato attivato per sostituzione maternità o malattia (superiore ai 30 gg);
– conversione a tempo indeterminato di un rapporto di lavoro c.d. intermittente o a chiamata.
I suddetti incentivi, istituiti a favore dei datori di lavoro in regola con l’iscrizione e contribuzione alla bilateralità da almeno sei mesi, prevedono il riconoscimento di un importo, erogato da Ebipro, pari ad € 1000 (soggetto a riproporzionamento in caso di part-time).
La misure sopra descritte vengono applicate alle stabilizzazioni adottate a partire dall’1/9/2019, mentre la facoltà di avanzare le domande di rimborso è attiva dal 20/2/2020.
Per informazioni sui requisiti di accesso ai contributi e sulle corrette modalità di presentazione delle domande, è possibile consultare i Regolamenti di pertinenza dal sito dell’EBIPRO (www.ebipro.it), nella sezione “Incentivi all’Occupazione”.


 

Confindustria: istruzioni operative per l’Emergenza Coronavirus

 

Stabilite, da Confindustria, direttive alle imprese che si trovano ad affrontare difficoltà logistiche e di gestione delle risorse a seguito dalla diffusione dell’emergenza Coronavirus

Confindustria ha costituito una “Task force Coronavirus” interna per rispondere alle richieste del Sistema in maniera efficiente e puntuale. Questa task force costituirà altresì il punto di riferimento per il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, l’Unità di Crisi della Farnesina, il MAECI, il Ministero della Salute e la Presidenza del Consiglio con cui saranno condivise le informazioni e le problematiche segnalate via via dalle imprese.
Le aziende segnalano difficoltà nella gestione del personale che si rifiuta di entrare a contatto con le merci in arrivo dalla Cina. In molti casi si tratta di materie prime destinate a lavorazione. Il personale spesso richiede misure di prevenzione che le aziende non sono in grado di gestire non rappresentando la merce un veicolo di diffusione del virus.
Inoltre, molte aziende hanno la necessità di rimpatriare lavoratori in Cina in vista della prevista riapertura degli impianti.
Per molte aziende si pone un problema di trattamento dei lavoratori italiani fatti rientrare dalla Cina. E’ necessario infatti evitare un rientro in azienda che creerebbe tensioni con gli altri dipendenti Alcune aziende hanno optato per un periodo di malattia, altre per le ferie ed una quarantena di 14 gg. Si pone un problema di gestione in termini anche di applicazione del diritto del lavoro oltre ai costi rilevanti che restano tutti a carico dell’azienda.
Per i dipendenti cinesi delle succursali locali di imprese italiane si applica lo stop alle attività imposto dal Governo cinese che dovrebbe essere gradualmente rimosso nei prossimi giorni. Il costo di questo Taskforce Confindustria “Emergenza Coronavirus” personale rimane a carico delle imprese per tutto il periodo di sosta forzata che potrebbe avere pesanti ripercussioni in caso di proroga ulteriore.


Allo stesso modo febbraio è un mese fondamentale per molte fiere di settore perciò è da valutare la possibilità di azioni di sostegno alle imprese italiane che hanno investito in eventi promozionali (superammortamento o altro intervento “una tantum” sulla fiscalità per ammortizzare i costi sostenuti per l’organizzazione di fiere internazionali in Italia interessate dalla problematica del Coronavirus).
Il blocco delle merci dalla Cina rischia di incidere e di compromettere la catena di produzione di molte imprese italiane. Si segnalano, a tal proposito, richieste di cassa integrazione.
Confindustria si è inoltre attivata, in coordinamento con Progetto Gestione Emergenze – PGE Confindustria e con le associazioni del Sistema, per rispondere alle esigenze manifestate dal Ministero della Salute e dall’Ambasciata cinese a Roma per la disponibilità di materiale medico e sanitario.


 

COVID-19: lavoro agile fino al 15 marzo nelle regioni interessate

 


Il DPCM 25 febbraio 2020 stabilisce che la modalità di lavoro agile è applicabile in via provvisoria, fino al 15 marzo 2020, per i datori di lavoro aventi sede legale o operativa nelle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, e per i lavoratori ivi residenti o domiciliati che svolgano attività lavorativa fuori da tali territori, a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle disposizioni vigenti in materia, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. Gli obblighi di informativa, di cui all’art. 22, L n. 81/2017, sono assolti in via telematica.


In attuazione dell’art. 3, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sono adottate le seguenti ulteriori misure di contenimento:
– in tutti i comuni delle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Liguria e Piemonte sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, nei comuni diversi da quelli interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020;
– i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono sospese fino al 15 marzo 2020;
– la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia di durata superiore a cinque giorni avviene, fino alla data del 15 marzo 2020, dietro presentazione di certificato medico, anche in deroga alle disposizioni vigenti;
– i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l’attività didattica sia stata sospesa per l’emergenza sanitaria, possono attivare, per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza;
– il giorno domenica 1° marzo 2020, su tutto il territorio nazionale, non avrà luogo il libero accesso agli istituti ed ai luoghi della cultura;
– in relazione alle attività espletate dagli uffici periferici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, aventi sede nelle Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza è prevista la sospensione degli esami di idoneità di cui all’art. 121 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, da espletarsi presso gli uffici periferici della Motorizzazione civile aventi sede in dette province e la regolazione delle modalità dell’accesso dell’utenza presso tali uffici. In favore dei candidati che non hanno potuto sostenere le prove d’esame, è disposta la proroga dei termini previsti dagli articoli 121 e 122 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
– nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica nelle quali non è consentita, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria, la partecipazione degli studenti alle attività didattiche o curriculari, le attività medesime possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza;
– negli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Corte di appello cui appartengono i comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, sino al 15 marzo 2020, per i servizi aperti al pubblico e in relazione alle attività non strettamente connesse ad atti e attività urgenti, può essere stabilita una riduzione dell’orario di apertura al pubblico;
– le articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale assicurano al Ministero della giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del Covid-19, anche mediante adeguati presidi idonei a garantire i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni, con particolare riguardo ai soggetti provenienti dai comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, sino al termine dello stato di emergenza.
La modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, è applicabile in via provvisoria, fino al 15 marzo 2020, per i datori di lavoro aventi sede legale o operativa nelle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, e per i lavoratori ivi residenti o domiciliati che svolgano attività lavorativa fuori da tali territori, a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. Gli obblighi di informativa di cui all’art. 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro.
Le disposizioni citate entrano immediatamente in vigore e sono efficaci fino al 1° marzo 2020 compreso. restano ferme le previsioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020.


I primi interventi dell’Inps
In considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica da COVID-19, l’Istituto ha attivato un Comitato permanente che monitora costantemente la situazione di tutte le strutture territoriali (Comunicato 25 febbraio 2020).
Le Agenzie territoriali di Codogno (LO) e di Este (PD), nonché il Punto INPS di Mirano (VE), resteranno chiusi fino a nuova comunicazione.
Per le strutture INPS rientranti nei territori della Lombardia, in considerazione dell’elevato numero di contagi complessivamente registrato nella regione rispetto al totale nazionale, sarà concordata con le autorità competenti l’eventuale sospensione dei servizi al front-end fisico.
Per le strutture INPS rientranti nei territori di Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, al fine di ridurre il rischio di contagio, sarà garantito il solo servizio di “sportello veloce” con possibilità di contingentamento del numero degli accessi in sede, e sospensione del servizio degli sportelli di linea e della consulenza su appuntamento. Le strutture INPS rimarranno aperte per la ricezione su appuntamento degli intermediari qualificati e la gestione di eventuali criticità indifferibili per l’utenza.
Considerta l’impossibilità di conoscere l’evoluzione del fenomeno, è in via di definizione un piano per assicurare i necessari servizi di comunicazione all’utenza, attraverso la predisposizione del call center di sede direttamente sulle direzioni provinciali interessate, con funzioni dispositive e di primo livello. Inuovi contatti telefonici provinciali saranno pubblicati sul sito istituzionale.
Sospese inoltre le visite assistenziali e previdenziali presso le UOC/UOST medico-legali, da ricalendarizzare a partire dal 9 marzo 2020. Nelle more della sospensione, saranno esaminate sole domande di invalidità civile e handicap presentate ai sensi della legge 80/2006. Gli utenti interessati potranno inviare alla casella istituzionale medico-legale di sede dedicata la necessaria documentazione sanitaria. Tale documentazione, se esaustiva, probante e completa in relazione alle già emanate linee guida medico-legali, potrà essere utilmente valutata ai fini di una possibile definizione su atti per questa specifica fascia di utenza. Sono sospese fino al 8 marzo 2020 le visite mediche di controllo domiciliare e ambulatoriale.

 

Incentivi agli Studi neo-aderenti a Fondoprofessioni

 

Previsto il “Bonus benvenuto” per gli Studi Professionali che aderiscono a Fondoprofessioni.

Con la suddetta iniziativa sono state considerate risorse dedicate ai neo-aderenti a Fondoprofessioni. Centinaia di corsi a catalogo disponibili, rimborsabili al 100% fino a un massimo di 300 euro per Studio professionale.
Fondoprofessioni aprirà a breve l’Avviso 05/20, per offrire ulteriori opportunità agli Studi neo-aderenti, grazie a uno stanziamento di risorse aggiuntivo.
Si tratta di un “bonus di benvenuto” dedicato ai neo-aderenti, che potranno inoltre richiedere contributi per la formazione sugli altri Avvisi del Fondo.
Gli Studi già iscritti a Cadiprof ed Ebipro, che abbiano aderito a Fondoprofessioni nei sei mesi precedenti l’avvio del corso a catalogo scelto, potranno richiedere al Fondo il rimborso della quota di partecipazione sostenuta, richiedendo il contributo, tramite la piattaforma informatica del Fondo.
L’iscrizione a Fondoprofessioni è libera e gratuita. L’adesione al Fondo deve essere espressa dal Professionista che gestisce le buste paga per conto dello Studio, attraverso il flusso Uniemens.