CNCE: chiarimenti sul contributo Prevedi

 



La CNCE con Comunicato del 15/10/2019 fornisce chiarimenti in ordine al Contributo contrattuale Prevedi


La CNCE, in relazione ad alcune richieste di chiarimento ricevute, precisa che, come indicato anche dalle parti sociali, la tabella relativa al contributo contrattuale Prevedi e Previdenza Cooperativa, di cui alla Comunicazione CNCE n. 676 contiene, nonostante parametri diversi, contiene un’unica tabella per i due contratti collettivi per il settore “industria” e per il settore “cooperative”.
Si rileva, in proposito, che analogo criterio è stato adottato nel 2015, come risulta nella tabella riportata nel “Vademecum contributo contrattuale” di cui alla Comunicazione Cnce n. 559 del 20 febbraio 2015.
Si riporta di seguito la tabella con i nuovi valori mensili e orari del contributo contrattuale Prevedi e Previdenza Cooperativa, in vigore dall’1/10/2019.


TABELLA VALORI MENSILI E ORARI
CONTRIBUTO CONTRATTUALE PREVEDI E PREVIDENZA COOPERATIVA
IMPIEGATI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE
Valori mensili



























LIVELLI

1° ottobre 2019

8 (*) 25,00
7 20,00
6 18,00
5 15,00
4 14,00
3 13,00
2 11,70
1 10,00


(*) solo per le imprese Cooperative, nel rispetto di quanto previsto all’allegato 10 al CCNL 18/7/2018


OPERAI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE
Valori orari (**)






























LIVELLI

1° ottobre 2019

a) Operai di produzione
Operaio di quarto livello 0,0959
Operaio specializzato 0,0890
Operaio qualificato 0,0801
Operaio comune 0,0685
b) Custodi, guardiani, portinai, fattorini, uscieri e inservienti 0,0570
c) Custodi, portinai, guardiani con alloggio 0,0570


APPRENDISTI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE








IMPIEGATI 10 euro mensili
OPERAI 0,07 euro orari (**)


(**) il contributo complessivo di ciascun lavoratore dovrà essere arrotondato al centesimo di euro

 

CCNL Giornali Quotidiani: nuova disciplina sull’apprendistato

 


17 ott 2019 Siglato il 16/10/2019, tra la FIEG, l’ASIG e la SLC-CGIL, la FISTEL-CISL, la UILCOM-UIL, l’accordo che ha definito i profili formativi, i contenuti, la durata e le modalità di erogazione della formazione e reso operativo l’istituto dell’apprendistato professionalizzante per i dipendenti di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani ed agenzie di stampa.

Le parti sottoscrivono il testo recante le “Modalità applicative e profili formativi dell’apprendistato professionalizzante” e convengono che dal 16/10/2019, il suddetto testo diviene parte integrante, come allegato, del CCNL per i dipendenti di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani ed agenzie di stampa 19/12/2018.
Pertanto, a far data dal 16/10/2019, l’istituto dell’apprendistato professionalizzante diventa operativo nel settore poligrafico.
Il contratto di apprendistato potrà avere una durata massima di tre anni e una durata minima non inferiore a sei mesi.
Il contratto di apprendistato dovrà essere accompagnato da un Piano Formativo Individuale, comprendente la descrizione del percorso formativo, le conoscenze e le competenze da acquisire e l’indicazione dei tutor aziendale.
Per quanto riguarda le competenze professionali da acquisire, i piani formativi individuali faranno riferimento agli obiettivi di competenze e conoscenze previsti per le famiglie professionali.
Nel piano formativo una quota del monte ore prevederà l’apprendimento di nozioni di igiene, sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro, una quota sarà riservata alla conoscenza dei diritti e dei doveri nel rapporto di lavoro, una quota potrà concernere l’organizzazione aziendale e del ciclo produttivo ai fini del completo inserimento dell’apprendista nell’ambiente di lavoro.
Le ore di formazione relative all’antinfortunistica e all’organizzazione aziendale dovranno essere realizzate all’inizio del rapporto di lavoro.
La registrazione della formazione effettuata e della qualificazione professionale ai fini contrattuali eventualmente acquisita sarà effettuata nel fascicolo elettronico del lavoratore. Qualora manchi l’operatività regionale del suddetto fascicolo elettronico del lavoratore le parti del contratto individuale provvedono alla attestazione della attività formativa utilizzando il format allegato.
La formazione professionalizzante svolta dall’azienda, della durata di 80 ore medie annue, è integrata da quella pubblica disciplinata dalle regioni, interna o esterna all’azienda, finalizzata all’acquisizione di competenze di base o trasversali per un monte ore complessivo non superiore a 120 ore per la durata del triennio.


Le materie collegate alla realtà aziendale/professionale saranno oggetto di formazione interna, che potrà essere svolta anche in affiancamento e on the job, mentre le altre potranno essere oggetto di formazione interna o esterna all’azienda anche con modalità di e-learning.


Sono indicatori della capacità formativa interna la presenza di risorse umane idonee a trasferire competenze, tutor con competenze adeguate, nonché locali idonei in relazione agli obiettivi formativi ed alle dimensioni aziendali.
In caso di aziende multi localizzate, i locali potranno essere situati anche in un altro stabilimento o struttura di riferimento, ubicate anche in un’altra regione.
Le imprese localizzate in più regioni possono fare riferimento per la formazione alla disciplina della regione ove l’impresa ha la propria sede legale.
I percorsi formativi aziendali possono essere finanziati utilizzando le risorse di Fondimpresa e attraverso accordi con le Regioni.
Le funzioni di tutor o di referente aziendale, come previsto dalla legge, possono essere svolte da un lavoratore designato dall’impresa che abbia una professionalità adeguata relativamente alle conoscenze e competenze che l’apprendista deve acquisire.
Nelle imprese fino a 15 dipendenti la funzione di tutore della formazione può essere svolta direttamente dal datore di lavoro.

 

Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento

 


Il Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento, denominato Fondo di solidarietà del Trentino, è stato istituito con decreto interministeriale n. 96077/2016. Il Fondo non ha personalità giuridica e costituisce autonoma gestione dell’INPS.


Il Fondo è volto ad assicurare nei confronti dei lavoratori dipendenti dei datori di lavoro privati, a prescindere dalla consistenza dell’organico, appartenenti a settori che non rientrano nell’ambito di applicazione della cassa integrazione guadagni e per i quali non siano stati costituiti fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26 e 27 del decreto legislativo n. 148 del 2015, che occupano almeno il 75 per cento dei propri dipendenti in unità produttive ubicate nel territorio della Provincia autonoma di Trento, una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per le cause previste dalla normativa in materia d’integrazione salariale ordinaria o straordinaria.
Il Fondo ha le seguenti finalità:
a) assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per le cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria e straordinaria;
b) assicurare ai lavoratori una tutela integrativa rispetto a prestazioni connesse alla perdita del posto di lavoro o a trattamenti di integrazione salariale previsti dalla norma vigente;
c) prevedere assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nei quadri dei processi di agevolazione all’esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;
d) contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi provinciali, nazionali o dell’Unione europea;
e) incrementare il montante contributivo individuale maturato dalle lavoratrici e dai lavoratori che accedono all’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. APE), di cui all’art. 1, commi da 166 a 178 e 193, della legge n. 232 dell’11 dicembre 2016, come modificato dall’art. 1, comma 162, lettera a), della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
Il Fondo è gestito da un comitato amministratore composto da sei esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dai sei esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro stipulanti l’accordo sindacale nazionale del 5 ottobre 2018, aventi i requisiti di competenza e di assenza di conflitto di interessi di cui all’art. 37 del decreto legislativo n. 148 del 2015 e i requisiti di onorabilità di cui all’art. 38 del medesimo decreto legislativo.
Il Fondo garantisce un assegno ordinario a favore dei lavoratori coinvolti in processi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa in relazione alle causali previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria, ad esclusione delle intemperie stagionali, o straordinaria.
Il Fondo eroga tutele integrative, in termini di importi e durate, rispetto alle prestazioni previste dalla legge in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Il Fondo può stabilire le seguenti ulteriori prestazioni:
– assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti pensionistici nei successivi cinque anni;
– contributi al finanziamento di programmi formativi di riconversione o di riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi provinciali, nazionali o dell’Unione europea;
– incrementi del montante contributivo individuale dei beneficiari dell’APE, ai sensi dell’art. 1, comma 172, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
A copertura delle prestazioni è dovuto al Fondo:
a) un contributo ordinario nella misura dello 0,45 per cento, ripartito tra datore di lavoro e lavoratore nella misura, rispettivamente, di due terzi ed un terzo, calcolato sulla retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali di tutti i lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti;
b) un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, che ricorre alla sospensione o riduzione dell’orario di lavoro nella misura del 4 per cento delle retribuzioni perse dal lavoratore;
c) un contributo straordinario, a carico del datore di lavoro, a copertura dell’assegno straordinario, corrispondente al fabbisogno di copertura degli assegni straordinari erogabili e della contribuzione correlata. L’azienda versa al Fondo tale importo in rate mensili. Resta fermo il versamento della contribuzione correlata direttamente all’INPS.
Per quanto non espressamente previsto, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 26, 35 e 40 del decreto legislativo n. 148 del 2015.

 

Aggiornamento delle tabelle tipologiche per la comunicazione di infortunio

 


Il 4 novembre 2019 è previsto l’aggiornamento di tabelle tipologiche relative alla comunicazione di infortunio, alle denunce di infortunio, di malattia professionale e di silicosi/asbestosi, ai certificati medici di infortunio e ai patronati.


Nello specifico, l’aggiornamento di alcune tabelle di decodifica ricalcano le variazioni comunicate, nel corso dell’anno 2018/2019, da Istat, Poste italiane, Regioni per le Asl e Inail. Tali modifiche sono riportate in sintesi nel file “Variazioni Cap, Istat, Asl, sedi Inail.xlsx” e sono evidenziate, nel dettaglio, nelle singole tabelle “ISTAT-ASL.xlsx” e “Sedi Inail-CAP.xlsx” reperibili sul portale. Gli aggiornamenti riguardano:
– per “ISTAT-ASL”: le variazioni territoriali pubblicate da Istat dal 1° gennaio al 30 giugno 2019, oltre a qualcuna preesistente. In particolare sono stati istituiti nuovi codici Istat per 25 nuovi comuni e ne sono stati soppressi 59. Inoltre, 6 comuni soppressi sono stati aggregati a comuni già esistenti, sono state inserite 3 nuove descrizioni e sono stati corretti i comuni di Morra e La Morra nonché inserito il comune soppresso di PRADLEVE; le regioni per le Asl hanno determinato le seguenti variazioni: cambio di codice e denominazione Asl per un comune in provincia di Biella e per 29 comuni della provincia di Como; cambio di denominazione per tutte le Asl della Sardegna; correzione di refusi di codici Asl (di Gorizia e di Messina, di 2 comuni in provincia del sud Sardegna) e indicazioni per assegnare correttamente le Asl di Roma in base agli afferenti municipi;
– per “Sedi INAIL-CAP”: le variazioni pubblicate da Poste italiane (secondo aggiornamento 2018 e primo aggiornamento 2019) riguardano in totale 48 comuni, relativamente ai quali 7 variazioni sono già presenti nelle tabelle Inail, 17 devono essere ancora recepite e 24 riguardano nuovi comuni istituiti dal 1° gennaio 2019; Nuovo azzonamento di sedi Inail (Comunicato Inail 5/10/2019).

 

Confindustria e sindacati firmano il “Patto per il sud”

 

Firmato il ‘Patto per il Sud’ per rilanciare investimenti e creare opportunità di lavoro

Le parti condividono l’idea che il ritorno dell’Italia su uno stabile sentiero di crescita sia strettamente legato al rilancio economico e sociale del Mezzogiorno.
Cinque sono gli ambiti di intervento individuati. Si parte dal rilancio degli investimenti pubblici, per rafforzare la dotazione e la qualità delle infrastrutture meridionali, a partire da quelle di trasporto, logistica e mobilità e per la tutela dell’ambiente e l’assetto del territorio, e per il miglioramento dei servizi alle imprese (rifiuti, energia, banda larga…) e ai cittadini (innanzitutto salute e istruzione).
L’intesa sostiene la promozione di investimenti, pubblici e privati, orientati all’innovazione e alla sostenibilità, al potenziamento delle infrastrutture, alla competitività, all’inclusione sociale e al miglioramento dei servizi pubblici per imprese e cittadini.
La strada prioritaria per il superamento dei divari e il contrasto alla povertà viene, infatti, individuata nello sviluppo economico e sociale e nella creazione di opportunità di lavoro di qualità.
Le parti, inoltre, indicano poi la sostenibilità, l’apertura internazionale e la crescita dimensionale delle imprese, anche attraverso strumenti come il Credito d’imposta per gli investimenti e la garanzia pubblica, e il potenziamento della relazione tra università ed impresa, per favorire trasferimento tecnologico e digitalizzazione dei processi produttivi.