Fondo di solidarietà Trento: prestazione integrativa all’indennità di disoccupazione NASpI

 


L’Inps comunica il rilascio della procedura d’invio delle domande integrative alla NASpI, disciplinate dall’articolo 8, comma 3, del DI 103593/2019.


A causa della pandemia da coronavirus, che ha quasi azzerato l’attività lavorativa nei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali, del commercio al dettaglio, della ristorazione e degli impianti a fune, e in via transitoria sino al 31 dicembre 2021, la disciplina delle prestazioni integrative viene dettagliata come segue: il requisito dell’anzianità lavorativa minima di 26 settimane anche non continuative fissato all’articolo 8, comma 3, del decreto interministeriale in commento, si matura considerando il periodo dal 10 agosto 2018 alla data della domanda, anche cumulando periodi lavorati presso diversi datori di lavoro purché appartenenti ai settori predetti; i periodi di anzianità lavorativa utili alla maturazione del requisito che dà accesso alla prestazione delle tutele integrative delle prestazioni connesse alla perdita del posto di lavoro vengono neutralizzati al fine di successive domande.
Per l’accesso alla prestazione integrativa le aziende devono presentare domanda esclusivamente in via telematica indirizzata al Comitato amministratore del Fondo di solidarietà, tramite la Direzione provinciale di Trento.
Il servizio per l’invio telematico della domanda di assegno integrativo è disponibile nel portale INPS ed è accessibile dalla scheda descrittiva della prestazione, denominata “Assegno integrativo”, reperibile tramite la funzione “Cerca” presente nella pagina principale. Nella scheda prestazione occorre cliccare il pulsante “Accedi al Servizio” e poi inserire le relative credenziali di accesso.
L’azienda, al momento della presentazione della domanda, deve selezionare “Fondo Trentino”, allegando un prospetto con i dati analitici dei lavoratori, che costituisce parte integrante della domanda.
Nella domanda non deve essere indicato l’importo della prestazione in quanto lo stesso è stimato in automatico dall’Istituto in base ai dati forniti dall’azienda medesima.
Completata l’acquisizione della domanda e confermato l’invio, la domanda verrà protocollata e sarà possibile stampare la ricevuta di presentazione, nonché il prospetto dei dati trasmessi.
Una volta deliberata dal Comitato amministratore del Fondo, la prestazione integrativa sarà erogata con le stesse modalità della NASpI.

 

Domande di riconoscimento dei lavori particolarmente faticosi e pesanti entro il 1° maggio

 



Si forniscono indicazioni per la presentazione, entro il 1° maggio 2021, delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, con riferimento ai soggetti che perfezionano i prescritti requisiti nell’anno 2022.


I lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti, i lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena” e i conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, i quali maturano i requisiti dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni (utile per il diritto alla pensione di anzianità) e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 61 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 97,6 ovvero, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 62 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 98,6.




















PERIODO DI MATURAZIONE DEI REQUISITI DAL 01.01.2022 AL 31.12.2022

LAVORATORI DIPENDENTI LAVORATORI AUTONOMI
Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età anzianità contributiva) Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età e anzianità contributiva)
Almeno 35 anni Minimo 61 e 7 mesi* 97,6* Almeno 35 anni Minimo 62 e 7 mesi* 98,6*


I lavoratori occupati per un numero di giorni lavorativi pari o superiori a 78 all’anno, che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso dei requisiti generali previsti per i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente faticose e pesanti.
I lavoratori occupati per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno, che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, possono conseguire il trattamento pensionistico laddove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni (utile per il diritto alla pensione di anzianità) e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 63 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 99,6 ovvero, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 64 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 100,6.




















PERIODO DI MATURAZIONE DEI REQUISITI DAL 01.01.2022 AL 31.12.2022

LAVORATORI DIPENDENTI LAVORATORI AUTONOMI
Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età anzianità contributiva) Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età e anzianità contributiva)
Almeno 35 anni Minimo 63 e 7 mesi* 99,6* Almeno 35 anni Minimo 64 e 7 mesi* 100,6*


I lavoratori occupati per un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno, che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni (utile per il diritto alla pensione di anzianità) e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 62 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 98,6 ovvero, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 63 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 99,6.




















PERIODO DI MATURAZIONE DEI REQUISITI DAL 01.01.2022 AL 31.12.2022

LAVORATORI DIPENDENTI LAVORATORI AUTONOMI
Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età anzianità contributiva) Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età e anzianità contributiva)
Almeno 35 anni Minimo 62 e 7 mesi* 98,6* Almeno 35 anni Minimo 63 e 7 mesi* 99,6*


I lavoratori notturni che prestano attività per periodi di durata pari all’intero anno lavorativo, che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso dei requisiti generali previsti per i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente faticose e pesanti.
La domanda di accesso al beneficio in parola deve essere presentata, telematicamente, entro il 1° maggio 2021 per coloro che perfezionano i requisiti dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, corredata dal modulo “AP45” e dalla documentazione minima richiesta.
La presentazione della domanda di riconoscimento del beneficio oltre il termine del 1° maggio 2021 comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato pari a: un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari a un mese; due mesi, per un ritardo della presentazione superiore a un mese e inferiore a tre mesi; tre mesi, per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi.
In esito alla domanda di accesso al beneficio, l’Istituto comunica al lavoratore interessato:
– l’accoglimento della domanda, con indicazione della prima decorrenza utile del trattamento pensionistico, qualora sia accertato il possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti e sia verificata la sussistenza della relativa copertura finanziaria;
– l’accertamento del possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, con differimento della decorrenza del trattamento pensionistico in ragione dell’insufficiente copertura finanziaria; in tal caso, la prima data utile per l’accesso al pensionamento viene indicata, con successiva comunicazione, in esito al monitoraggio;
– il rigetto della domanda, qualora sia accertato il mancato possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.
Agli interessati, che presentano domanda entro il 1° maggio 2021 e che perfezionano i prescritti requisiti dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, l’Inps comunicherà l’accoglimento della domanda con riserva in quanto l’efficacia del provvedimento è subordinata all’accertamento dell’effettivo perfezionamento dei requisiti entro il 31 dicembre 2022.

 

INPS: riscossione dei contributi sindacali sulle prestazioni pensionistiche

 


24 febb 2021 Si forniscono indicazioni per l’applicazione della convenzione stipulata tra l’INPS e l’Organizzazione sindacale SINDACATO AUTONOMO DEI PENSIONATI (S.A.PE.), per la riscossione dei contributi sindacali sulle prestazioni pensionistiche.


Hanno diritto di versare i contributi sindacali mediante trattenuta sulla pensione i titolari di pensione diretta, indiretta o di reversibilità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e di ogni altro fondo obbligatorio di previdenza, sostitutivo o integrativo di detta assicurazione, gestito dall’INPS nonchè i titolari di pensione diretta, indiretta o di reversibilità amministrate dall’INPS ed erogate dalle Casse pensionistiche della Gestione pubblica.
L’autorizzazione ad effettuare le trattenute avviene mediante la trasmissione telematica di apposita delega all’INPS.
La delega alla riscossione deve essere rilasciata utilizzando l’apposito modulo predisposto dall’Istituto, nel quale sono indicate esplicitamente la misura del contributo e le autorizzazioni necessarie per la trattazione dei dati personali.
La delega deve essere debitamente sottoscritta dal titolare della pensione e riportare gli estremi di un documento di riconoscimento valido.
La delega alla riscossione della quota associativa, presentata contestualmente alla domanda di pensione, produce i suoi effetti dalla data di decorrenza della pensione stessa. In questo caso, i dati della delega sono inviati all’INPS con le stesse modalità di trasmissione telematica della domanda di prestazione. Nel caso di delega alla riscossione della quota associativa su pensione già in essere, l’Organizzazione sindacale invia all’Istituto i dati della delega. Tale invio deve avvenire in modalità telematica secondo le specifiche tecniche fornite dall’INPS. All’atto dell’invio l’Organizzazione sindacale deve allegare, in formato digitale, la delega acquisita e la copia di un documento d’identità del pensionato in corso di validità. La delega rilasciata da persona già titolare di pensione produrrà i suoi effetti a partire dalla prima rata di pensione non estratta alla data di ricezione della delega stessa ovvero, per i trattamenti delle Casse pensionistiche della Gestione pubblica, entro tre mesi dalla data di rilascio della delega.
L’ammontare del contributo sindacale, riportato nel testo di delega, è stabilito nelle seguenti percentuali dell’importo lordo delle singole rate di pensione, compresa la tredicesima ed esclusi i trattamenti di famiglia comunque denominati, nonché gli assegni accessori ai trattamenti delle Casse pensionistiche della Gestione pubblica, erogati a favore dei grandi invalidi per servizio: 0,50% sugli importi compresi entro la misura del trattamento minimo del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD); 0,40% sugli importi eccedenti quelli di cui al precedente punto 1) e non eccedenti il doppio della misura del trattamento minimo del FPLD; 0,35% sugli importi eccedenti il doppio della misura del trattamento minimo del FPLD.

 

Nona procedura di salvaguardia e Commissioni ITL

 


Si forniscono indicazioni sulla nona procedura di salvaguardia di cui alla legge di bilancio 2021.


La finanziaria 2021 prevede le condizioni necessarie affinché alle categorie di lavoratori che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 continuino ad applicarsi le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell’articolo 24 del DL 201/2011. Ai fini dell’accesso al beneficio, alcune categorie di lavoratori rientrano nelle competenze degli Ispettorati territoriali del lavoro.
Pertanto, i soggetti interessati dalle procedure in parola risultano essere quelli individuati dalle lettere c), d) ed e) del medesimo articolo 1, comma 346, della legge n. 178/2020 (finanziaria 2021).
– comma 346, lettera c): lavoratori di cui all’articolo 1, comma 194, lettere b), c) e d), L. n. 147/2013, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il centoventesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legge n. 201. Più specificatamente trattasi di lavoratori:
– il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30.06.2012 in ragione di accordi individuali ex art. 410-411 e 412-ter c.p.c. ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31.12.2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
– il cui rapporto di lavoro si è risolto dopo il 30.06.2012 ed entro il 31.12.2012 in ragione di accordi individuali ex art. 410-411 e 412-ter c.p.c. ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31.12.2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
– il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale nel periodo compreso tra il 01.01.2007 e il 31.12.2011, anche se hanno svolto successivamente alla data di cessazione qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;
– comma 346, lettera d): lavoratori di cui all’articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del DL 201, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere i figli con disabilità grave, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201, entro il centoventesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo dl 201;
– comma 346, lettera e): lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201, entro il centoventesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo dl 201. Sono esclusi da tale categoria i lavoratori del settore agricolo e i lavoratori con qualifica di stagionali.
I menzionati lavoratori devono presentare le richieste di accesso al beneficio entro il termine di decadenza di 60 giorni dalla data di entrata in vigore (1° gennaio 2021) della stessa legge e, dunque, entro il 2 marzo 2021, nonché secondo le modalità di seguito descritte.
In relazione alle categorie di soggetti di cui alla lettera c):
– l’ISTANZA dei soggetti cessati in ragione di accordi ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del c.p.c. deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro (ex DTL) innanzi al quale detti accordi sono stati a suo tempo sottoscritti;
– l’ISTANZA, negli altri casi, deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente in base alla residenza del lavoratore.
Quanto alla categoria di soggetti di cui alla lettera d):
– l’ISTANZA deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente in base alla residenza dell’istante.
Relativamente alla categoria di soggetti di cui alla lettera e):
– l’ISTANZA deve essere presentata presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente in base alla residenza del lavoratore cessato.
Ciò premesso, i Direttori dei singoli Ispettorati territoriali si attiveranno per costituire, come per le altre procedure di salvaguardia, apposite Commissioni, assumendo le determinazioni necessarie ed acquisendo, altresì, da parte dei Direttori provinciali delle sedi territoriali dell’INPS, le designazioni dei relativi rappresentanti.
Inoltre, tenuto conto che le ISTANZE presentate dai lavoratori potranno pervenire alla posta elettronica certificata di codesti Uffici o all’indirizzo e-mail dedicato o, in via alternativa, tramite posta Raccomandata A/R, i Direttori degli Ispettorati territoriali del lavoro dovranno provvedere nell’immediato a nominare il responsabile del procedimento per la ricezione delle ISTANZE medesime. Gli Ispettorati interregionali del lavoro assicureranno il necessario coordinamento di livello territoriale. Al riguardo, i Direttori degli Ispettorati interregionali del lavoro trasmetteranno alla Direzione Centrale tutela, sicurezza e vigilanza del lavoro, i nominativi dei componenti le Commissioni, nonché dei Responsabili del procedimento con riferimento agli ITL presenti nel proprio ambito di competenza.
Le ISTANZE potranno essere trasmesse, dai lavoratori interessati o dai soggetti abilitati, ai competenti Ispettorati territoriali del lavoro all’indirizzo di posta elettronica certificata dei medesimi o all’indirizzo di posta elettronica dedicato o, in via alternativa, inviate tramite Raccomandata A/R.

 

Contribuzione 2021 per artigiani ed esercenti attività commerciali

 



Si comunicano gli importi dei contributi dovuti dagli artigiani ed esercenti attività commerciali per il 2021.


Per il 2021, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali è pari a € 15.953,00. Le aliquote per il corrente anno risultano come segue:














Artigiani Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 anni 24% 24,09%
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni 22,35% 22,44%


La riduzione contributiva al 22,35 % (artigiani) e 22,44% (commercianti) è applicabile fino a tutto il mese in cui il collaboratore interessato compie i 21 anni. Il contributo calcolato sul reddito “minimale” risulta così suddiviso:














Artigiani Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 anni € 3.836,16 (3.828,72 IVS + 7,44 maternità) € 3.850,52 (3.843,08 IVS + 7,44 maternità)
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni € 3.572,94 (3.565,50 IVS + 7,44 maternità) € 3.587,29 (3.579,85 IVS + 7,44 maternità)


 


Per i periodi inferiori all’anno solare, il contributo sul “minimale” rapportato a mese risulta pari a:














Artigiani Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 anni € 319,68 (319,06 IVS + 0,62 maternità) € 320,88 (320,26 IVS + 0,62 maternità)
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni € 297,75 (297,13 IVS + 0,62 maternità) € 298,94 (298,32 IVS + 0,62 maternità)


Per l’anno 2021, il contributo è dovuto sulla totalità dei redditi d’impresa prodotti nel 2021 per la quota eccedente il predetto minimale di € 15.953,00 annui in base alle citate aliquote e fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari, per il corrente anno, all’importo di € 47.379,00. Per i redditi superiori a € 47.379,00 annui resta confermato l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale, disposto dall’articolo 3-ter della legge 14 novembre 1992, n. 438. Le aliquote contributive, pertanto, risultano determinate come segue:

























Scaglione di reddito Artigiani Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 anni fino a € 47.379,00 24% 24,09%
superiore a € 47.379,00 25% 25,09%
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni fino a €

47.379,00

22,35% 22,44%
superiore a € 47.379,00 23,35% 23,44%


Per l’anno 2021, il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi IVS è pari a € 78.965,00 (€ 47.379,00 + € 31.586,00). Il contributo previdenziale massimo dovuto per l’IVS risulta come segue:
















Lavoratori con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995
Artigiani Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni €19.267,46

(47.379,00*24%+31.586,00*25%)

€ 19.338,53 (47.379,00*24,09% + 31.586,00*25,09)
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni €17.964,54

(47.379,00*22,35%+31.586,00*23,35%)

€18.035,61(47.379,00*22,44% + 31.586,00 *23,44%)
















Lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti con decorrenza gennaio 1996 o successiva
  Artigiani Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni €25.289,96

(47.379,00*24%+55.676,00*25%)

€ 25.382,71

(47.379,00*24,09%


+55.676,00*25,09%)

Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni €23.589,55

(47.379,00*22,35%+55.676,00*23,35%)

€ 23.682,30

(47.379,00*22,44%


+55.676,00*23,44%)


Il contributo IVS dovuto da artigiani e commercianti:
– è calcolato sulla totalità dei redditi d’impresa denunciati ai fini IRPEF (e non soltanto su quello derivante dall’attività che dà titolo all’iscrizione nella gestione di appartenenza);
– è rapportato ai redditi d’impresa prodotti nello stesso anno al quale il contributo si riferisce (quindi, per i contributi dell’anno 2021, ai redditi 2021, da denunciare al fisco nel 2022).
I contributi devono essere versati mediante i modelli di pagamento unificato F24, alle scadenze che seguono:  17 maggio 2021, 20 agosto 2021, 16 novembre 2021 e 16 febbraio 2022, per il versamento delle quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito; entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche in riferimento ai contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale, a titolo di saldo 2020, primo acconto 2021 e secondo acconto 2021.