Sì al forfettario anche con rete-contratto

La partecipazione alla rete-contratto non rappresenta una causa ostativa all’accesso del regime forfettario. È il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 24/2026. Il caso esaminato riguarda una “rete pura” tra professionisti costituita ai sensi dell’articolo 12, comma 3, della L. n. 81/2017, finalizzata alla collaborazione e alla condivisione di risorse, inclusa la possibile codatorialità di personale dipendente. In particolare, uno dei professionisti retisti assume la gestione amministrativa del rapporto di lavoro, riaddebitando pro-quota agli altri partecipanti i costi sostenuti, senza percepire compensi aggiuntivi. Secondo le Entrate, tale configurazione non integra la causa ostativa prevista dall’articolo 1, comma 57, lettera d), della legge n. 190/2014. L’istante potrà, quindi, aderire a una rete pura tra professionisti, da costituirsi nella forma della rete-contratto, e restare nel regime forfettario, a condizione che sia in possesso di tutti i requisiti indicati dalla legge. Resta ferma, tuttavia, la necessità di verificare in concreto che l’attività svolta non si configuri come una società di fatto: in tale ipotesi, la causa ostativa tornerebbe ad operare, con esclusione dal regime agevolato.
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