DURF: contano anche i versamenti F24 da avvisi bonari

DURF: contano anche i versamenti F24 da avvisi bonari

I pagamenti eseguiti tramite modello F24 per definire le comunicazioni di irregolarità e gli avvisi telematici emessi a seguito di controllo automatizzato (artt. 36-bis DPR 600/1973 e 54-bis DPR 633/1972) possono essere inclusi tra i “complessivi versamenti registrati nel conto fiscale” utili a verificare il requisito del 10% previsto dall’art. 17-bis, comma 5, lett. a), del D.Lgs. n. 241/1997 ai fini del rilascio del certificato di sussistenza dei requisiti (c.d. DURF fiscale). Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 63/2026 del 3 marzo scorso. Nel caso esaminato, una società del settore degli appalti e subappalti - nel triennio di riferimento - aveva effettuato, oltre ai versamenti ordinari e a quelli tramite ravvedimento operoso, anche pagamenti conseguenti ad avvisi bonari, regolarmente saldati nei termini. L’istante ha quindi chiesto se tali importi potessero concorrere al raggiungimento della soglia del 10%. L’Agenzia, richiamando i criteri illustrati dalla circolare n. 1/E del 12 febbraio 2020, precisa che nel calcolo rientrano i versamenti confluiti nel conto fiscale ed eseguiti nel periodo dell’ultimo triennio considerato, individuato tra l’inizio del periodo d’imposta della dichiarazione più remota e la fine del periodo d’imposta della dichiarazione più recente, assumendo a riferimento la data del pagamento. In base a tali criteri, i versamenti F24 effettuati per la definizione delle comunicazioni di irregolarità e degli avvisi telematici rientrano nel calcolo, in quanto espressione della volontà e capacità del contribuente di adempiere agli obblighi tributari, purché eseguiti nel triennio di riferimento.

 

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