Disabilità intellettive e lavoro: collocamento da rafforzare

Disabilità intellettive e lavoro: collocamento da rafforzare

La debolezza dei servizi di intermediazione, a partire dal collocamento mirato gestito dagli enti locali, rende ancora più difficile il percorso di inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e Anffas Nazionale, condotta su un campione di quasi 500 famiglie di persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e che sarà presentata in occasione del Festival del Lavoro, che si terrà a Roma, al Centro Congressi La Nuvola dal 21 al 23 maggio. Solo una quota minima riesce infatti a trovare lavoro attraverso i canali istituzionali, appena il 10,9%. A fronte di questa debolezza emerge però il ruolo decisivo dei servizi di accompagnamento alla ricerca del lavoro, pubblici e privati: poco più della metà di chi ha cercato lavoro (55,6%) ha utilizzato servizi di questo tipo ma con il nodo critico dei costi. Solo nel 64% dei casi questi servizi sono gratuiti, mentre nel restante 36% sono le famiglie a sostenerne il peso economico. Guardando ai dati sull’occupazione, emerge che il 30% delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo è in cerca di occupazione e che, a fronte di livelli di istruzione medio-alti, il lavoro è concentrato prevalentemente in attività manuali, artigiane e operative (oltre il 30%). Accanto a queste criticità, l’indagine evidenzia anche degli elementi positivi: quando l’inserimento lavorativo avviene, le aziende dimostrano una crescente capacità di adattamento.

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