Le Novità Normative della Settimana dal 18 al 24 maggio 2026

Le Novità Normative della Settimana  dal 18 al 24 maggio 2026

Permesso unico lavoro UE: le nuove dal 22 maggio 2026

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 16 aprile 2026, n. 83. Il decreto dà attuazione alla direttiva (UE) 2024/1233 per la disciplina del permesso unico per cittadini di Paesi terzi, modificando in modo significativo il Testo unico sull’immigrazione (d.lgs. n. 286/1998) e ridefinendo il quadro procedurale relativo all’ingresso e al soggiorno per motivi di lavoro. Tra le principali novità si segnalano l’ampliamento delle informazioni che devono essere rese disponibili ai richiedenti, l’estensione dei termini procedimentali da sessanta a novanta giorni e la previsione di un termine accelerato di trenta giorni per il rilascio del permesso unico successivamente al completamento della domanda. Particolare rilievo assume inoltre la ridefinizione dell’ambito soggettivo di applicazione della disciplina, attraverso l’aggiornamento delle categorie escluse dal permesso unico e l’inclusione di nuove tipologie di soggiorno. Il decreto rafforza altresì gli obblighi informativi in capo al datore di lavoro durante la procedura di rilascio del nulla osta, valorizzando le esigenze di tutela e conoscibilità dell’iter amministrativo da parte del lavoratore straniero.

Le nuove disposizioni si applicano dal 22 maggio 2026. Il decreto chiarisce inoltre che i riferimenti alla precedente direttiva 2011/98/UE e al permesso unico disciplinato dal D.Lgs. 40/2014 devono intendersi riferiti alla direttiva UE 2024/1233 e al permesso unico come ora modificato nel Testo unico immigrazione.

 

Piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità

Con il decreto del Presidente della Repubblica del 12 marzo 2026 è stato adottato il Piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità.

Il provvedimento è stato pubblicato nel Supplemento ordinario n. 21 alla Gazzetta Ufficiale n. 116 del 21 maggio 2026.

Il Piano richiama come riferimenti la Convenzione ONU, la Strategia dell’Unione europea per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030, la Carta di Solfagnano e la legge 227 del 2021. Nel documento si afferma il passaggio da una visione medicalizzata e assistenziale della disabilità a una prospettiva fondata sui diritti umani, sulla piena inclusione sociale e sulla valorizzazione dei talenti di ciascuna persona con disabilità.

 

Cbp, ufficiale la metodologia per le proposte

Sulla Gazzetta Ufficiale del 20 maggio 2026, n. 115, è stato pubblicato il Decreto 11 maggio 2026 del Ministero dell'economia e delle finanze, il quale approva la metodologia relativa al concordato preventivo biennale per i periodi d'imposta 2026 e 2027.

Il provvedimento dà attuazione alle regole sul Concordato preventivo biennale introdotte dal Dlgs n. 13 del 2024, il quale stabilisce che la suddetta metodologia debba essere approvata con un decreto del ministero dell’Economia e delle finanze. Nel decreto, in particolare all’articolo 2, è approvata formalmente la metodologia da utilizzare per formulare la proposta nei confronti dei contribuenti che operano in Italia e producono reddito d’impresa oppure reddito di lavoro autonomo da arti e professioni, che abbiano applicato gli Isa nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025

 

 

INPS

Nuova disciplina per la rateazione dei debiti contributivi

L’INPS, con la circolare INPS 21 maggio 2026, n. 60, comunica l’entrata in vigore, a seguito di parere favorevole del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del nuovo Regolamento di disciplina della dilazione del pagamento dei debiti per contributi e accessori di legge, adottato dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituto con deliberazione 25 febbraio 2026 n. 20.

La nuova disciplina, come previsto dall’articolo 23, legge 13 dicembre 2024, n. 203 (“Disposizioni in materia di lavoro”) e dal successivo decreto interministeriale 24 ottobre 2025, ha l’obiettivo di favorire il buon esito dei processi di regolarizzazione e assicurare, al contempo, una riscossione dei relativi importi più efficace e tempestiva. Di seguito le principali novità.

La riforma consente all’INPS di concedere il pagamento rateale per le esposizioni debitorie non ancora affidate agli agenti della riscossione e in presenza di dichiarata temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, come di seguito indicato:

  • per importi fino a 500.000 euro per un massimo di 36 rate mensili;
  • per importi da 500.000,01 euro per un massimo di 60 rate mensili.

La nuova disciplina supera il precedente sistema basato sull’autorizzazione ministeriale per le dilazioni oltre le 24 rate.

Il nuovo Regolamento INPS definisce criteri uniformi per l’accesso alla dilazione e rafforza il ruolo delle strutture territoriali. Le decisioni sulle domande di rateazione sono infatti attribuite:

  • ai Direttori territoriali per i piani fino a 36 rate e fino a 500.000 euro;
  • ai Direttori regionali o di Coordinamento Metropolitano per i piani fino a 60 rate e per importi superiori a 500.000 euro.

 

Ticket di licenziamento per i detenuti lavoratori: chiarimenti INPS

L’INPS, con circolare INPS 20 maggio 2026, n. 59, fornisce chiarimenti sull’obbligo del ticket di licenziamento nei confronti dei detenuti dipendenti da datori di lavoro diversi dall’Amministrazione penitenziaria.

Il contributo è dovuto in tutti i casi di cessazione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato che darebbero diritto alla NASpI. Tuttavia, per i lavoratori detenuti è necessario distinguere tra le cessazioni riconducibili a scelte del datore di lavoro e quelle determinate da eventi esterni, legati allo status detentivo.

Il ticket non è dovuto quando la cessazione deriva da cause esterne e non imputabili alle parti, come la revoca dell’ammissione al lavoro esterno da parte dell’autorità competente. Invece, nei casi di scarcerazione per fine pena o trasferimento ad altro istituto, l’esclusione dal pagamento non è automatica: il datore di lavoro deve verificare in concreto la possibilità di proseguire il rapporto di lavoro. Solo se tale prosecuzione risulta impossibile, il contributo non è dovuto.

La circolare, inoltre, introduce nuovi codici da utilizzare nel flusso UNIEMENS per indicare le diverse tipologie di cessazione e conferma l’utilizzo del codice “M400” per l’esposizione del ticket dovuto.

 

ADI per titolari di permesso di soggiorno per “casi speciali”

Con la Circolare n. 58 del 20 maggio 2026, l’INPS fornisce le istruzioni per l’accesso all’Assegno di Inclusione (ADI) da parte dei titolari di permesso di soggiorno per "casi speciali", ovvero:

  • permesso per motivi di protezione sociale (art. 18 del Testo Unico Immigrazione);
  • permesso per vittime di violenza domestica (art. 18-bis T.U.I.);
  • permesso per vittime di sfruttamento lavorativo e intermediazione illecita (art. 18-ter T.U.I.).

Ai fini dell’accesso all’ADI, ai titolari di permessi di soggiorno per "casi speciali" non si applicano i requisiti ordinari di cittadinanza, residenza e soggiorno ed economici.

I richiedenti la misura devono iscriversi alla Piattaforma SIISL e sottoscrivere un Patto di Attivazione Digitale (PAD nucleo). Dopo l’approvazione della domanda ADI, i titolari di questi permessi e i loro familiari beneficiari devono seguire il percorso di inclusione sociale e lavorativa previsto dall’ADI, tenendo conto di eventuali altri programmi già in corso.

 

 

AGENZIA DELLE ENTRATE

Riscossione: informazioni anche sulle fatture dei debitori iscritti a ruolo

Con un provvedimento del 22 maggio, definite le modalità con cui l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dell’Agente della riscossione i dati relativi alla somma dei corrispettivi delle fatture elettroniche emesse dai debitori iscritti a ruolo e dai loro coobbligati nei confronti di uno stesso soggetto, per le attività di analisi finalizzate all’avvio di procedure esecutive presso terzi pignorabili.

Nel dettaglio le Entrate, con cadenza periodica, mettono a disposizione dell’Agente della riscossione i dati relativi alla somma dei corrispettivi e al numero delle fatture emesse dai debitori e dai loro coobbligati nei confronti di uno stesso soggetto, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti Iva, nei sei mesi precedenti a quello in cui i medesimi dati sono messi a disposizione. I dati dei cessionari o committenti messi a disposizione dell’Agente della riscossione, necessari all’avvio di procedure esecutive presso terzi, sono:

  • il codice fiscale
  • la partita Iva
  • il cognome e nome o denominazione o ragione sociale
  • il domicilio fiscale.

Il provvedimento precisa, inoltre, che i dati vengono messi a disposizione tramite canali telematici sicuri, nel rispetto delle norme su privacy e sicurezza informatica (articolo 1, comma 5-ter, del Dlgs n. 127/2015).