Italia e Spagna: mercato del lavoro boom ma la qualità è diversa

Italia e Spagna hanno registrato nel triennio 2023-2026 una crescita record dell’occupazione, ma con dinamiche e caratteristiche molto diverse. A metterle a confronto è il nuovo approfondimento di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, “Italia e Spagna: un’analisi qualitativa del record occupazionale”, che va oltre i dati quantitativi per analizzare la qualità del lavoro creato nei due Paesi. In Italia, dove gli occupati sono aumentati di 1,2 milioni, la crescita è stata trainata dai contratti a tempo indeterminato e da settori come manifattura e costruzioni, con un contributo significativo di donne e Mezzogiorno. Nello stesso periodo, la quota dei contratti a termine è scesa dal 16% al 14,7%, mentre il tasso di disoccupazione ha raggiunto il minimo storico del 5,1%. Differente il quadro spagnolo: a fronte di 1,5 milioni di lavoratori in più, l’incremento dell’occupazione si concentra soprattutto nei servizi a maggiore stagionalità e si accompagna alla diffusione dei “fijos discontinuos”, contratti formalmente a tempo indeterminato che alternano periodi di attività e inattività. Diverse anche le sfide per il futuro: il mismatch tra domanda e offerta di competenze in Italia; la prevalenza di una domanda di lavoro legata soprattutto alle attività stagionali in Spagna.
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