La cultura della parità passa dal lavoro e dalla formazione

La cultura della parità passa dal lavoro e dalla formazione

Lavoro e formazione per promuovere la cultura della parità. È questo il principale messaggio che emerge dall’editoriale del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Rosario De Luca, pubblicato sul Sole 24 Ore del 22 novembre scorso. “La violenza è una piaga infetta della nostra società, qualunque sia la forma in cui si manifesta” ha affermato il Presidente menzionando anche i dati della ricerca dell’Ufficio Studi dei Consulenti del Lavoro “Favorire l’inclusione occupazionale per contrastare la violenza sulle donne”: 15.559 sono le donne che nel 2020 hanno iniziato un percorso personalizzato di uscita dalla violenza. Ma di queste, solo il 35,5% era occupata stabilmente, mentre il 48,7% non risultava autonoma economicamente. Inoltre, erano più di 6.773.000 le donne che nel 2022 non lavoravano, ricomprese in un range di età tra i 25 e i 64 anni (il 42,7% del totale della popolazione femminile residente in Italia). “Numeri che fanno riflettere – ha sottolineato il Presidente – e che ci indicano come questo fenomeno sia un male da estirpare attraverso un’opera capillare di sensibilizzazione dell’opinione pubblica”. Come quella avvenuta negli ultimi anni che ha segnato un “vero e proprio salto culturale”. Il riferimento del Presidente è a tutti gli ultimi interventi normativi che hanno rafforzato il “Codice Rosso” (legge n. 69/2019), “ma anche e soprattutto all’inserimento delle donne vittime di violenza nella fascia di quei soggetti che vivono una particolare condizione di fragilità e che dal 1° gennaio 2024 potranno richiedere il nuovo Assegno di Inclusione, introdotto dal Decreto Lavoro quale misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”. Infatti, secondo il Presidente “una buona condizione lavorativa e l’indipendenza economica giocano un ruolo decisivo nel consentire alla donna di sfuggire a situazioni di sottomissione psichica rispetto al partner”. Obiettivi perseguiti, tra l’altro, dal Protocollo d’intesa siglato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine con la Fondazione Doppia Difesa Onlus il 22 novembre al Senato. Un’intesa mirata “a sviluppare, sia a livello nazionale che regionale, iniziative e progetti di politiche attive diretti all’occupabilità e all’occupazione delle donne vittime di violenza” ha precisato il Presidente anche attraverso “specifici percorsi formativi mirati al loro inserimento o alla loro ricollocazione nel mercato”. Percorsi in cui i Consulenti del Lavoro avranno un ruolo chiave.

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