Ecco le professioni e i settori con disparità di genere superiore al 25%

Ecco le professioni e i settori con disparità di genere superiore al 25%

Fissati per il 2024 le professioni e i settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna superiore di almeno il 25% il valore medio annuo, per l’applicazione degli incentivi all’assunzione previsti dall’art. 4, commi da 8 a 11, della legge Fornero (legge n. 92/2012). I dati – giunti con il decreto n. 365 del 20 novembre scorso del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze – sono stati estrapolati sulla base delle rilevazioni Istat relative alla media annua del 2022 e in attuazione dell’art. 2, punto 4, lett. f) del Regolamento (UE) n. 651/2014. Il tasso di disparità medio rilevato per il 2022 – si legge nel provvedimento – è pari al 9,8%; mentre la soglia sopra la quale un settore è caratterizzato da un tasso di disparità uomo-donna superiore di almeno il 25% del valore medio è pari al 12,2%. Guardando nel dettaglio alle percentuali riportate nell’Allegato 1 al decreto, maggiori disuguaglianze si riscontrano nel settore industriale, specialmente nel comparto delle costruzioni (82,4%), industria estrattiva (76,1%), acqua e gestione dei rifiuti (64,4%). Nel settore dei servizi, invece, si registrano dati elevati nel comparto del trasporto e magazzinaggio (57%). Seguono informazione e comunicazione (36,5%) e servizi generali della PA (30,8%). Per quel che riguarda, invece, le professioni (Allegato 2), il tasso di disparità più alto comprende gli ufficiali delle forze armate (98,3%) e i conduttori di veicoli, macchinari mobili e di sollevamento (95,9%). Ma anche gli artigiani ed operai metalmeccanici (95,5%) oppure specializzati dell’industria estrattiva e dell’edilizia (95,1%).

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